La Bellezza nasce dall’incontro, sempre. E dall’amore che si mette in quel che si fa!

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In questo articolo abbiamo voluto raccogliere le testimonianze di chi, i progetti di Pet Therapy in Istituti di Pena, li ha visti da vicino e ha visto i volti delle persone che sono cambiati in presenza di un cane, i bambini felici per aver giocato con un amico a quattro zampe, i cani felici di passare del tempo con le persone detenute.

L’incontro tra persone detenute e cani ha avuto effetti estremamente positivi:
durante lo svolgimento dei progetti abbiamo riscontrato un affievolimento degli eventi critici da parte di alcuni soggetti problematici che vi partecipavano.
A mio parere durante questi incontri l’uomo è inconsapevole del trascorrere del tempo, trascura di pensare al passato ed al futuro, si concentra sul “qui ed ora”, esattamente come avviene per il cane.
C’è poi l’aspetto, affatto trascurabile, della fiducia reciproca tra l’uomo e l’animale, seppure per poche ore al mese.

Fabio Prestopino
Direttore
C.C. di Pisa

…L’affetto di un cane, la gratuità del suo amore per l’uomo è quanto di più terapeutico si possa immaginare… In un luogo di sofferenza e di emarginazione come il carcere, l’ingresso di un cane è come un raggio di sole in una fredda giornata d’inverno!
Entrare in relazione con un cane, anche solo per qualche istante con una semplice carezza, aiuta a riconciliarsi con il mondo e con se stessi!

Liberata di Lorenzo
Funzionario capo area pedagogica
C.C. di Pisa

L’attività di Pet Therapy svolta nel carcere pisano nasce attraverso la proficua collaborazione con l’Associazione Do Re Miao!, significando da subito rilevante valenza trattamentale e terapeutica nei confronti dei detenuti a cui è diretta, con attiva partecipazione sia in termini numerici che di frequenza. Nel corso dell’anno 2015-2016 l’attività è stata realizzata anche a favore di un gruppo di reclusi con problematiche legate all’abuso di sostanze, selezionato dal Gruppo di Osservazione e Trattamento.
In data 7 febbraio 2016 è stata allestita presso la Stazione Leopolda di Pisa la mostra fotografica “Cani dentro” nell’ambito del convegno “Programmi Assistiti dagli Animali nelle Case di Reclusione”, presenti alcuni detenuti in permesso premio. A seguire, il 10 marzo l’inaugurazione della mostra fotografica presso le aule scolastiche della Casa Circondariale.
La mostra testimonia, altresì, il reportage fotografico denominato “Seguendo le orme dei cani 2”, che sigilla il momento dell’incontro tra la persona detenuta ed il proprio cane, con accompagnamento a cura dei referenti della A.S.D. e di Promozione Sociale Do Re Miao! promotori del progetto di Pet Therapy.
Preme segnalare che gli incontri tra i detenuti ed i cani di proprietà sono proseguiti anche nel periodo di sospensione del progetto non essendo stato rinnovato il finanziamento.
Con grande soddisfazione, il 2017 vede la ripresa della Pet Therapy per volontà della Direzione del carcere, con il proposito di una prosecuzione stabile all’interno dell’Istituto.
Percorsi di Pet Therapy basati sull’interazione uomo-animale integrano e supportano le terapie tradizionali nei pazienti affetti da patologie psicofisiche e problematiche psicosociali, favorendo opportunità di cambiamento-miglioramento attraverso una partecipazione attiva che stimoli processi di autoconsapevolezza ed autodeterminazione.
Mi piace pensare al rapporto con gli animali all’interno dell’istituzione carceraria quale forma di rappresentazione e testimonianza della dimensione umana, attraverso il contributo di operatori ed esperti a cui sono affidati compiti di relazione di aiuto, mediazione, facilitazione delle forme di espressione e di partecipazione… e grande opportunità per tanti detenuti che patiscono profondamente la lontananza dal proprio animale di ristabilire un contatto ‘diverso’ con ricadute significative sul piano affettivo-emozionale.
Il tempo detentivo per essere costruttivo deve diventare il luogo del non isolamento, lo spazio del superamento dell’isolamento, che è l’aspetto deteriore del percorso restrittivo.
Per questo, ringrazio tutti quanti coinvolti in questa scommessa, con i quali condivido la “volontà di credere” che è anzitutto la volontà di fare: senza una speranza è difficile muoversi per fare qualcosa di buono.

Alessandra Truscello
Funzionario giuridico pedagogico
C.C. di Pisa

L’Associazione “Do Re Miao!” ha sostenuto ed arricchito il nostro percorso a sostegno dei minori in visita alla casa di reclusione di San Gimignano in occasione dei colloqui con i propri padri detenuti. Ciò grazie anche al contributo offerto dal Comune di San Gimignano che ha creduto in tale iniziativa.
La Direzione da anni pone attenzione al tema della genitorialità, mediante più azioni coordinate all’interno del progetto denominato “Padre – Figlio”. I padri ristretti, quindi, oltre a frequentare gruppi esperienziali sulla genitorialità e iniziative a tema, hanno avuto modo,mediante incontri condotti dall’Associazione, prima di conoscere le potenzialità della relazione con gli animali d’affezione nonché la modalità corretta di approccio col cane e poi hanno sperimentato, durante i colloqui, come la relazione col proprio figlio può essere veicolata e facilitata dagli operatori esperti e dai loro splendidi cani.
Sono quindi stati organizzati degli incontri informativi sulle caratteristiche e modalità educative dei cani, sul corretto modo di accudimento e sull’approccio al cane. Gli operatori dell’Associazione Do Re Miao! e i loro splendidi golden retriever hanno riattivato negli utenti ricordi delle proprie esperienze con i loro amici a quattro zampe e hanno arricchito le proprie conoscenze facendoli avvicinare al mondo cinofilo con migliori conoscenze. Ma, al di là dell’aspetto informativo, il contributo maggiore che ha offerto l’associazione ai detenuti è stata sicuramente la condivisione dell’esperienza con i propri figli durante i colloqui. La relazione a volte difficile col figlio che non si incontra da tempo è stata facilitata dal gioco condiviso, la tristezza del saluto al padre è stata mitigata dall’amico a quattro zampe che li ha accompagnati all’uscita.
Risulta interessante le testimonianze che hanno voluto lasciare i familiari mediante la compilazione di un questionario sull’esperienza del proprio figlio in visita al padre in occasione di una giornata in compagnia degli operatori Do Re Miao!,fra i vari si legge: “Dopo questo incontro con i cani e il papà, il bambino ha raccontato a tutti questa esperienza in modo molto positivo e vorrebbe poterla ripetere. Diciamo che ha sempre parlato degli incontri con il papà, ma non con l’entusiasmo con cui lo fa dopo questa esperienza, lo racconta a tutti. Questa giornata ha agevolato molto la relazione tra il bambino e il padre. Credo fermamente che ripetere questa esperienza in futuro sia un buon modo per aiutare i bambini e i genitori nella relazione e nella conversazione fra loro”.

Ivana Luisa Bruno
Funzionario giuridico pedagogico
C.R. di San Gimignano (SI)

La mia lunga esperienza sull’isola di Gorgona mi ha insegnato quanto sia importante per il benessere degli utenti il rapporto con la natura e con gli animali in particolare. Prendersi cura di loro aveva un effetto estremamente positivo sull’evoluzione dei detenuti, perchè favoriva il senso di responsabilità, di partecipazione, dell’utilità del proprio lavoro e in conclusione di se stessi.
Particolarmente sentito e partecipato è stato inoltre il corso per educatori cinofili, in cui gli istruttori, insegnado delle precise tecniche, di fatto lavoravano anche sui singoli detenuti, facendo crescere la propria autostima e facendo rinascere ricordi e aspetti dell’infanzia che giovavano certamente al benessere dei partecipanti; ne è la riprova che alcuni di loro da quando si occupavano dei cani hanno smesso di prendere farmaci e medicinali per sintomi che erano evidentemente soltanto causati dalla restrizione.
Ricordo con estremo piacere la serenità del viso di chi portava a spasso il cane, che in quel momento, ne sono sicuro, riusciva a vivere sensazioni di benessere e di sintonia con se stesso, con un netto miglioramento delle condizioni generali, indispensabili per una seria attività trattamentale e di rivisitazione del proprio vissuto.
Mi è dispiaciuto molto “abbandonare ” l’isola e quindi anche quest’ultima bella iniziativa, ma sono contento ogni volta che sento e leggo di analoghe iniziative in altre carceri italiane.

Carlo Alberto Mazzerbo
Direttore
C.C. di Massa Marittima (GR)

Allora quello che mi è rimasto scolpito nel cuore e nella mente… la vostra fiducia in noi in primis e poi tutto l’iter dell’evoluzione nostra nei confronti degli animali, la sensibilità verso gli altri che avete seminato un chicco alla volta, un passo alla volta… e noi che pensammo che quei vostri insegnamenti erano per gli animali ma noi ne avevo più bisogno! Il senso di responsabilità anche verso chi non hai nessun legame, di chi non hai bisogno ma che ha bisogno del tuo affetto. Abbiamo appreso che esiste un mondo in cui non conta solo il materialismo… Un mondo dove le persone non ti guardano dall’alto verso il basso perché sei diverso o perché sei strano, nessuna ti giudica per le scelte che ti hanno reso quello che sei… ma quello che conta è che tua sia migliore di quello che sei stato.. che vivi sapendo che hai una responsabilità diretta e indiretta verso tutti e tutto.
La mia esperienza con la mia fedele gatta mi ha molto modificato l’esistenza.

Ex detenuto
Gorgona Isola (LI)

Il trattamento rieducativo delle persone detenute ha la funzione pratica di consentire un recupero dell’individuo in concreto nelle società umane, ma ciò non può attuarsi in assenza di una piena rielaborazione individuale cosciente del proprio essere.
Si tratta di due passaggi difficilissimi, perché non dipendono solo da chi vorrebbe realizzarli (l’individuo detenuto).
La presenza di un animale in un progetto di reinserimento sociale e di riappropriazione dei valori (forse) perduti è fondamentale: fosse solo che un animale, qualunque sia, non ha pregiudizi.

Gisberto Granucci
Comandante
Sezione reclusione di Gorgona Isola (LI)

Al carcere generalmente si associano immagini negative e di sofferenza…..e questo è molto facile ed immediato.
Quello che è più difficile da realizzare è associare al carcere immagini e ricordi positivi e divertenti!
Questo è stato l’obiettivo del progetto “Io e Fido da papà” realizzato dall’Associazione Araba Fenice e dall’Associazione “Do Re Miao!” all’interno della Casa Circondariale di Lucca.
La presenza dei cani e degli operatori durante i momenti di colloquio perseguiva lo scopo di rendere meno pesante e difficile un vissuto legato al carcere di molti bambini.
Indubbiamente questo obiettivo è stato raggiunto grazie alla straordinaria energia e potenza dei cani e della loro spontaneità!
Come operatori penitenziari, siamo consapevoli della forza che queste iniziative hanno e dei risultati importanti che si possono raggiungere nelle relazioni umane con questo tipo di interventi.
Non è semplice far entrare nell’universo penitenziario, per definizione rigido e serio, una componente flessibile e emotiva come quelli dei cani ma grazie alla collaborazione delle Associazioni ci siamo riusciti.
I cani hanno permesso in più occasioni di superare momenti di criticità nelle relazioni familiari, hanno alleggerito e aiutato a rendere lo spazio di scambio padri e figli più armonioso e spontaneo.
Del resto i cani come i bambini parlano lo stesso linguaggio, il linguaggio della spontaneità e dei sentimenti; entrambi non si fanno condizionare dai giudizi e dalle resistenze degli adulti e sono preziosissimi in ambienti come il carcere.
Un ringraziamento a tutti gli operatori che hanno realizzato questo progetto con passione e con disponibilità e hanno sicuramente migliorato e addolcito i ricordi di molti bambini!!!!

Elena Ghiloni
Funzionario giuridico pedagogico
C. C. di Lucca

In tutti i casi viene fuori che l’animale non giudica, è per questo che si riesce a fare un progetto del genere.

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